Come nel Regno delle Due Sicilie

Con i 150 anni d'Italia bisogna dire che alla fine ha vinto la cultura del Regno delle Due Sicilie". Parola di Duilio Gruttadauria, il patron della Ecosfera, finito in manette oggi in Abruzzo. Al telefono con l'architetto Paolo Desideri, Gruttadauria, originario di Caltanissetta spiega che: "Adesso anche dalle parti di Milano e Varese, allineano personaggi in perfetto stile napoletano!". E l'interlocutore a sua volta gli da ragione e ribatte che "è un segno della  globalizzazione: 100 anni fa l'Unità d'Italia si faceva sulle trincee della Prima Guerra Mondiale, adesso invece si fa nei giri di valzer degli appalti e delle gare di progettazione".

Call for papers: Stranieri in Italia (Istituto Cattaneo)

Stranieri in Italia

Call for papers

L’Istituto Cattaneo promuove la pubbli­ca­zione di una serie di volumi dedicati alle ricerche empiriche sull’immigrazione stra­niera in Italia.

A oggi sono usciti sei volumi: Assimilati ed esclusi (2002); Un’immigrazione normale (2003); Migrazioni globali, integrazioni locali (2005); Reti migranti (2006), Trent’anni dopo (2008), La generazione dopo (2011), tutti pubblicati dal Mulino. La serie si è rapidamente affermata come un punto di riferimento per tutti coloro che fanno ricerca empirica sull’immigrazione in Italia.

È aperta la selezione per i contributi del prossimo volume la cui pubblicazione è prevista all’inizio del 2013. L’invito a partecipare alla selezione è ri­vol­to ai ricercatori di tutte le scienze so­ciali. Non vi è da parte della redazione alcuna preferenza per particolari approcci metodologici o teorici, né per alcuni temi.

Il processo di selezione riguarda solo saggi inediti che si basano su ricerche empiriche e non siano stati sottoposti integralmente o per parti rilevanti per la pubblicazione ad altri editori o riviste.

La selezione dei contributi da pubblicare sarà affidata a un processo di peer review.

Una rete di esperti, italiani e stranieri, sarà chiamata ad esprimere un giudizio anonimo su ogni proposta di pubblicazione.

L’Istituto Cattaneo si impegnerà a far sì che ogni saggio sia valutato in modo anonimo, obiettivo e  imparziale. I giudizi, positivi o negativi, saranno comunque trasmessi agli autori dei saggi.

Tutti gli autori interessati a partecipare al processo di selezione dovranno inviare entro il 15 febbraio 2012 il proprio saggio al seguente indirizzo di posta elettronica:

sit2012@cattaneo.org

Nella mail andranno inclusi tre files: il primo contenente una copia del saggio, il secondo contenente una breve descrizione (abstract) della lunghezza massima di 30 righe, il terzo il semplice nominativo, l’indirizzo di posta elettronica e un recapito fisico dell’autore. Il formato di questi files deve essere word fino alla versione 2007 (.doc) o .rtf.

La versione finale dei saggi non potrà superare i 65.000 caratteri, spazi inclusi. Grafici e tabelle contano per lo spazio che occupano. I criteri redazionali e bibliografici saranno forniti agli autori dei saggi accettati contestualmente alla comunicazione dell’accet­ta­zione del contributo.

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Serie "Stranieri in Italia"
Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
Via Santo Stefano, 11 - 40125 Bologna
Tel. +39 051 235599 - Fax +39 051 262959

 

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Migration in a crisis - OECD Observer

Migration into OECD countries fell by about 7% in 2009 to 4.3 million people, down from just over 4.5 million in 2008. Recent national data suggest migration numbers fell further in 2010, the 2011 International Migration Outlook says.

The decline is particularly marked in Asian OECD countries and in Europe, notably the Czech Republic, Ireland, Italy, Spain and Switzerland. Movement between EU member states fell by 22% in 2009. But permanent migration to Australia, Canada and the US rose slightly.

Convegno: Comunicazione e civic engagement

Il convegno si terrà all'Università di Roma Sapienza il 22 e 23 settembre 2011 (Centro congressi, Via Salaria)

Giovedì 22 settembre 2011

Mattina

Saluto delle istituzioni

Introduzione di Franca Faccioli, Coordinatrice Pic Ais

Sessione plenaria

Media, spazi pubblici e nuovi processi di partecipazione

Chair Marino Livolsi, Università San Raffaele di Milano

Keynote speaker Peter Dahlgren, Università di Lund

Discussant:

Fausto Colombo, Università Cattolica di Milano

Giorgio Grossi, Università Bicocca di Milano

Interventi programmati

Giovanni Boccia Artieri, Università di Urbino Carlo Bo

Carmen Leccardi, Università Bicocca di Milano

Alberto Marinelli, Sapienza Università di Roma

Walter Privitera, Università Bicocca Milano

Giovedì 22 settembre 2011

Ore 14,30-19

Workshop paralleli: Programma

Fidarsi delle leggi e delle istituzioni - Michele Ainis

Almeno oggi l'abbiamo fatta franca. Domani, chi lo sa: la nostra via è piena di trappole, ci vuol poco a mettere un piede in fallo. Ma sono trappole di Stato, inganni tessuti da Sua Maestà la Legge. Come l'idea di revocare il riscatto della laurea e del servizio di leva ai fini pensionistici, con buona pace dei 665 mila italiani che ci avevano creduto, sborsando anche fior di quattrini. O come la trovata speculare del Pd, che ha proposto una tassa aggiuntiva del 15% per chi aveva profittato dello scudo fiscale del 2009, confidando nella garanzia di pagare non più del 5% sui capitali rientrati dall'estero.

Insomma di volta in volta cambiano le vittime, non l'abitudine di stracciare i patti stipulati con l'una o l'altra categoria di cittadini. Eppure quest'abitudine inocula un veleno nella nostra convivenza, perché ci insegna a diffidare delle istituzioni, e a disprezzare in ultimo tutto ciò che è pubblico, di tutti. C'è infatti un principio che in ogni Stato di diritto regola i rapporti fra governanti e governati: il principio dell'affidamento. Non è scritto nero su bianco nei testi normativi, tanto non serve, sarebbe come scrivere che la legge è fatta di parole. Ciò nonostante, la Consulta vi si è riferita in 500 casi, mentre in altre centinaia di decisioni ha usato l'espressione «buona fede», «fiducia», «correttezza» e via elencando. D'altronde pure la Costituzione evoca il concetto di lealtà (art. 120), non meno che la fedeltà e l'onore (art. 54) [...].

Quante volte ce n'è invece toccata l'esperienza? Succede quando le leggi parlano ostrogoto per non farsi capire, per occultare regalie a questa o a quella lobby. Quando si travestono per mostrarsi caste e sante (la legge n. 194 del 1978, quella che ha depenalizzato l'aborto, s'intitola «Norme per la tutela sociale della maternità»). Quando mettono in circolo 35 mila fattispecie di reato - come avviene in Italia - sicché un poverocristo può inciamparvi senza nemmeno sospettarne l'esistenza. Quando sono retroattive, stabilendo oggi le regole di ieri (così trasformando l'innocenza in una colpa, e degradando i giudici ad altrettanti poliziotti, come osservava Montesquieu). Quando ipocritamente si qualificano leggi d'interpretazione «autentica» (furono appena 6, nei primi quarant'anni del Regno d'Italia; ne sono state approvate 150, nei primi quarant'anni della Repubblica), per conseguire effetti retroattivi senza dichiararlo. Quando frodano i risultati d'un referendum (come sul finanziamento pubblico ai partiti, abrogato nel 1993 dagli italiani, riesumato sotto mentite spoglie da una legge del 1997). O infine quando revocano promesse dettate dalla legislazione preesistente [...].

Michele Ainis
01 settembre 2011 07:49

Misure legislative che erodono la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, in quanto rendono arbitraria la legge e la sua applicazione, facendone un territorio in cui sguazzano i potenti, gli azzeccagarbugli e i furbetti vari.

E si notano ben poche differenze fra la prima e la seconda repubblica, anche se forse quest'ultima è persino un po' peggio.