Appunti di Sociologia

note, foto, commenti su posterous.com 
Filed under

academic sociology

 

Perché la sociologia non ha senso dell'umorismo?

Bookmark and Share

In Italia, l'umorismo accademico è un genere ben poco diffuso. Comunque qui - nel nostro piccolo - cerchiamo di darci da fare ... quando troviamo qualcosa su cui si può ridere senza apparire troppo cinici.

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   note  

Comments [0]

Il posto delle scienze umane e sociali secondo Wieviorka

Bookmark and Share

Mentre in Italia la riforma del liceo delle scienze umane - e più in generale della scuola superiore - non pare suscitare grandi reazioni da parte del mondo accademico, qualche giorno fa Michel Wieviorka (direttore dell'Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales e presidente dell'Associazione Internazionale di Sociologia) è intervenuto sulla riforma dei licei in Francia, esprimendo preoccupazione non solo per la riduzione del numero di ore di insegnamento della storia, ma anche per il progressivo declino delle scienze umane e sociali in Francia.

L'intervista a Le Monde affronta in particolare la questione dell'utilità delle scienze umane, punto sul quale si è sviluppata l'opposizione del mondo accademico e dei movimenti studenteschi nei confronti di riforme che - in Francia come in Italia - tendono a privilegiare i corsi di studio e gli insegnamenti meglio spendibili sul mercato del lavoro.

Se l'orizzonte è solo la ricerca, le prospettive sono scarse. Molti si ritrovano con un dottorato di ricerca a svolgere lavoretti con contratti di breve durata. Eppure, abbiamo bisogno di persone preparate nelle scienze sociali ovunque! Nei sindacati, ONG, associazioni, servizi sociali, nel sistema ospedaliero, nel settore militare, nell'editoria, nei media, nella pubblicità, ecc.

A questo proposito, e come accaduto già a proposito dell'affaire foulard, Wieviorka è piuttosto severo con i sociologi accademici:

Ci sono, schematicamente, tre concezioni del nostro ruolo nella vita pubblica. Alcuni si propongono come esperti. Sono al servizio di imprenditori, attori politici o sindacali, ONG ...

Altri si rifiutano di farlo e vogliono essere solo critici, ipercritici - una posizione radicale, lontana da qualsiasi atteggiamento costruttivo, e alla quale i media sono affezionati: a loro piace il sospetto, la denuncia. Queste due posizioni rappresentano la maggioranza dei punti di vista. Ma un terzo punto di vista, meno diffuso e nel quale mi riconosco, auspica che la ricerca produca conoscenze che, pur avendo una dimensione critica, possano anche essere utili.

L'incapacità di entrare in contatto con i problemi reali della società e quindi anche con le richieste del mercato è - a mio avviso - uno dei segnali del declino culturale di discipline che dovrebbero distinguersi da altre (la filosofia ad esempio) per capacità di analizzare ed interpretare empiricamente la realtà.

Questa incapacità, oltre ad esporle ai tagli più penalizzanti da parte dei governi (non solo dei nostri, come si vede), le mantiene distanti dai nodi focali dei mutamenti sociali e culturali in atto, marginalizzandole di fatto nel dibattito pubblico.

Riflettere sul ruolo delle scienze umane e sociali mi pare insomma la cosa più utile che si possa fare, tanto per comprendere (criticamente) le tendenze in atto, quanto per individuare per esse un posto attivo nella società.

Vedi anche i posts: La sociologia scompare anche dai licei delle scienze umane - Morale, razionalità e scienze sociali - Aggiornamenti sul Liceo delle Scienze Umane

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   school   sociology  

Comments [0]

Aggiornamenti sul Liceo delle Scienze Umane

Bookmark and Share

Il giorno martedì 24 Novembre, in rappresentanza del gruppo “Docenti A036”, i coordinatori nazionali Damiano Cavallin e Luciano De Giorgio sono stati auditi dalla Settima Commissione di Camera e Senato che sta esaminando gli schemi di regolamento dei nuovi licei, istituti tecnici e professionali. Riportiamo il contenuto del loro intervento.
________

Onorevole Presidente
Onorevoli Deputati

Vi ringraziamo per questa importante opportunità che ci consente di porre alla Vostra attenzione alcuni nodi problematici relativi alla struttura del nuovo liceo delle scienze umane.
Il bisogno di coniugare la tradizione dei nostri licei con le nuove esigenze della modernità non può che passare attraverso una piena valorizzazione delle scienze umane.[...]
Per questo ci stupisce che nel nuovo liceo delle scienze umane le discipline caratterizzanti subiscano una così forte riduzione e che l’insegnamento della filosofia, da sempre assegnato negli ex magistrali ai docenti delle discipline di indirizzo, venga ora loro sottratto.

Il nuovo liceo delle scienze umane
La riforma oggi in discussione rappresenta per il nostro paese un’occasione fondamentale: si pone finalmente ordine all’interno delle numerose sperimentazioni esistenti e si riconduce il carico orario ed il numero delle discipline ad una dimensione adeguata e sostenibile. I quadri orari dei nuovi licei appaiono in linea con queste finalità, tutelando i percorsi didattici più diffusi e consolidati. Fa eccezione, tuttavia, il liceo delle scienze umane, che riduce radicalmente (fino al 60%) il peso delle discipline caratterizzanti [...].
Il nuovo liceo delle scienze umane si articolerà in due opzioni:
- l’opzione base, che dovrebbe recepire l’eredità del liceo socio-psico-pedagogico, la sperimentazione ex-magistrale oggi più diffusa, concentrandosi sulla persona, sulla mente, sul suo sviluppo e sulla sua formazione
- e l’opzione economico-sociale, che subentrerà invece alle numerose sperimentazioni del liceo delle scienze sociali, nel quale è stato abbandonato l’insegnamento del latino per concentrarsi maggiormente sullo studio del gruppo, della comunità e della società contemporanea

Liceo delle scienze umane - opzione base
L’obiettivo prioritario del primo indirizzo, secondo l’allegato A del nuovo regolamento, è: “conoscere i principali campi di indagine delle scienze umane e collegare, interdisciplinarmente, le competenze specifiche della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica
Le discipline che dovrebbero caratterizzarlo sono dunque:
- la psicologia, che permette di conoscere la mente umana dal punto di vista cognitivo, sociale, evolutivo e clinico
- la sociologia, che sviluppa una conoscenza della complessa realtà che ci circonda;
- la pedagogia, che propone la storia dei diversi modelli educativi, affrontando alcuni temi rilevanti per l’educazione attuale.

Il quadro orario proposto, però, non appare coerente con l’intento dichiarato.

Leggi l'intero intervento

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   school  

Comments [0]

Morale, razionalità e scienze sociali

Bookmark and Share

 

Qualche giorno fa, è stata pubblicata la traduzione in inglese del discorso che Ch. Taylor ha tenuto per gli ottant'anni di Habermas. Evidenzio due punti che mi paiono immediatamente connessi alle note che ho qui pubblicate sullo stato delle scienze sociali oggi.

Non mi stanco di ricordare agli studenti che, nel corso di tutto il Novecento, la sociologia ha avuto vita molto difficile nei regimi totalitari.

Una delle ragioni è, naturalmente, la sua natura "critica" e relativizzante. Le scienze sociali ci interrogano infatti costantemente sulla natura umana, mostrandocene le molteplici sfaccettature, nel bene e nel male. Ad essere onesti, però, oggi il relativismo non spaventa più nessuno.

L'intervento di Taylor mi ha fatto pensare ad un'altra possibile ragione, al fatto cioè che la sociologia tende tradizionalmente a resistere agli orientamenti culturali che tendono a fare della morale e dei valori una pura questione di gusti, scelte o orientamenti personali; o anche di istinti, pulsioni o fattori emotivi. Dipendano da fattori sociali e strutturali (come in Durkheim) o abbiano una base più propriamente cognitiva (come in Habermas e molti altri contemporanei), la sociologia rigetta - direi per definizione - l'idea che siano pure idiosincrasie individuali.

 

La scienza non ha il monopolio della ragione, e la ragione da parte sua non è appannaggio delle sole scienze naturali. Ai regimi totalitari però ha sempre fatto comodo rappresentare gli esseri umani in quando dominati da puri istinti, volontà scoordinate e capricciose, ed egoismi. Non solo per immaginarli più manipolabili di quanto alla prova dei fatti non siano, ma per poter affermare che essi hanno oggettivamente bisogno di essere posti sotto tutela.

 

L'idea di razionalità dialogica è stata ampiamente discussa e criticata. Altri percorsi sono stati tentati per superare questa che si configura come una delle dicotomie fondanti del pensiero moderno. Tuttavia, ed in riferimento al ruolo della rete nella produzione e nella diffusione della conoscenza, l'idea di una intelligenza collettiva - con tutte le sue ambiguità - torna a riaffacciarsi nel panorama culturale (vedi, tanto per fare un esempio, l'intervento di Weingart, ieri alla Venice Sessions).

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   ethics   rationality   sociology   sociology of knowledge  

Comments [0]

La sociologia scompare anche dai licei delle scienze umane

Bookmark and Share

La riforma Gelmini prevede la cancellazione delle sperimentazioni negli istituti ex-magistrali avviate negli anni precedenti, e l’istituzione di un liceo delle scienze umane (e non sociali), all’interno del quale sarà eventualmente possibile attivare una sorta di indirizzo economico-sociale, nel quale, però – come riferiscono in dettaglio gli autori del blog liceoscienzeumane.blogspot.com -

1) sono state completamente eliminate le ore di introduzione alle discipline di indirizzo prima presenti nel biennio, 2) le scienze umane sono ridotte a sole 12 ore nell’intero quinquennio e 3) viene a mancare qualsiasi trattazione sistematica della psicologia o della sociologia.

[...]

Priva di qualsiasi giustificazione razionale è anche la riduzione delle scienze umane alla mera storia della pedagogia, in quanto essa rappresenta solo un aspetto marginale di tali discipline e forse quello meno utile dal punto di vista della formazione personale e lavorativa dello studente. Tenendo poi presente che gran parte dei ragazzi si iscriveva al socio-psico-pedagogico e al vecchio liceo delle scienze umane animata da un forte interesse per la psicologia o la sociologia, ci chiediamo quanti iscritti possa riuscire ad attrarre un liceo incentrato esclusivamente sulla storia della pedagogia

Di fatto, si tratta di un segnale ulteriore delle difficoltà che incontrano le scienze sociali – in quanto scienze ed in quanto sociali (e non costole della cultura umanistica) – a trovare uno spazio nella cultura italiana di questi anni.

leggi anche un precedente post

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   school   sociology  

Comments [0]

La sociologia nei blog

Bookmark and Share

Considerando i dati Technorati, ogni giorno vengono pubblicati pochissimi post contrassegnati dal tag "sociologia" (meno di 5), ovviamente in lingua italiana. In inglese, i posts taggati "sociology" sono una ventina al giorno, con picchi che  arrivano poco oltre i trentacinque: considerando le differenze nella diffusione delle due lingue ed anche nella pratica del blogging, la situazione appare comparabile se non forse peggiore.

Posts taggati sociologia negli ultimi 180 giorni.
Lo so. Di certo possiamo dire solo che i blogger che si occupano di sociologia usano poco i tags Technorati (che non è di default in tutti i servizi di blogging). Le critiche a questo sistema di monitoraggio sono note, e non staremo qui a sottolinearle. Il dato assoluto è però confermato dal numero di posts che - Techno-taggati come che siano - contengono la parola "sociologia":
Posts che contengono sociologia negli ultimi 180 giorni.
Ma naturalmente (o forse no?) i posts che contengono la parola "sociologia" non sempre parlano di sociologia. A volte ad esempio parlano di dispense di sociologia, di docenti antipatici di sociologia e così via. Più affidabile la ricerca del termine "ricerca sociale", che evidenzia risultati ancora più sconfortanti.
Posts che contengono ricerca sociale negli ultimi 180 giorni.
Monitoriamo anche Google Blog Research, che pure non consente la ricerca per tag, né fornisce dati aggregati: ma - come si può vedere dal feed che pubblichiamo e che fornisce in tempo reale i risultati della ricerca per "sociologia" e "ricerca sociale", escludendo nei limiti del possibile scambi di appunti e dispense (nella prima colonna: Google Blog: sociologia) - la frequenza di pubblicazione è decisamente bassa. Un'altra caratteristica dei blog italiani di sociologia è la loro autoreferenzialità, in particolare l'assenza di link ad altri siti e blog. Abbiamo casi eccezionali (Tecnoetica e Comunitàzione, ad esempio), ma il fatto che siano mantenuti da professionisti della comunicazione può contribuire a spiegare l'eccezione. E questa è una delle ragioni per le quali questo blog è principalmente dedicato a collezionare links, informazioni e novità (pur senza aspirare ad un monitoraggio sistematico). NB: Questo post viene pubblicato in una pagina, dove potranno essere seguiti gli sviluppi e gli aggiornamenti [Tag Technorati: , , ]

Loading mentions Retweet
Filed under  //   academic sociology   sociology  

Comments [0]