Filed under: crisi economica

Migration in a crisis - OECD Observer

Migration into OECD countries fell by about 7% in 2009 to 4.3 million people, down from just over 4.5 million in 2008. Recent national data suggest migration numbers fell further in 2010, the 2011 International Migration Outlook says.

The decline is particularly marked in Asian OECD countries and in Europe, notably the Czech Republic, Ireland, Italy, Spain and Switzerland. Movement between EU member states fell by 22% in 2009. But permanent migration to Australia, Canada and the US rose slightly.

I ripudiatori del debito | Mappe di Subecumene

Altri paesi con volumi di debito paragonabili ai nostri non sono nelle strette della speculazione come noi e non ricevono imperiose ingiunzioni all’austerità come quelle che riceviamo noi. Segno che il denaro del debito non è stato investito per risolvere le vulnerabilità strutturali della nostra economia. Ulteriore atto d’accusa, si dirà, contro la nostra classe dirigente. Certo! Ma in Italia c’è un’opinione pubblica scarsamente attenta e partecipe – ce lo dicono i dati dell’editoria sulle vendite di quotidiani e settimanali — che non è certo più sollecita verso il bene pubblico di quanto sia la sua corrotta classe dirigente.

da Mappe di Subecumene

Eurobond without representation?

No taxation without representation” is a fundamental principle of democracy, but this is not compatible with joint and several liability for other Eurozone countries’ debt unless Europe (or rather the Eurozone) becomes a political union. Holding taxpayers in thrifty countries fully and unconditionally liable for spending decisions taken in other countries would most likely turn into a poison pill for EMU. Political resistance against EMU would rise in the stronger countries, eventually leading to a probable break up of EMU.
Daniel Bell on voxeu.org

thx @pratichesociali

Alla ricerca dell'autorità perduta - Ilvo Diamanti

«Come immaginare che possano riscuotere "prestigio" e deferenza tra i cittadini? Se riproducono i vizi e le debolezze del popolo, perché dovrebbero ottenere privilegi e riconoscimento da parte del popolo? Oggi che la crisi minaccia la condizione economica e sociale, la vita quotidiana di tutti?
«Questa fase mi pare particolarmente insidiosa. Difficile da superare. È frustrata da un grande deficit di autorità  -  e di potere. Da una grande povertà di riferimenti etici e di comportamento. Un problema aggravato, (non solo) in Italia, dalla scarsità di attori e persone credibili. In grado di "dire" le parole necessarie a esprimere il sentimento del tempo. (Ne abbiamo tracciato una "Mappa", un mese fa, su Repubblica). Ma, soprattutto, di tradurle in pratiche coerenti. Di dare il buon esempio».
Ilvo Diamanti su repubblica.it

Giusto. Siamo alla ricerca di leader credibili in quanto capaci di costituire "buoni esempi". Ma la storia è piena di leader credibili che non sono stati affatto buoni esempi di condotta morale. Il leader, tutto sommato, è una funzione, le cui qualità dipendono molto dal "popolo", dai seguaci. Abbiamo i leader che ci meritiamo.
E poi, personalmente penso che per superare questa crisi, più che di riferimenti etici, l'Europa abbia bisogno di idee nuove ...

Qualcuno dovrà dirci dove siamo

Ecco, adesso qualcuno dovrà dirci dove siamo. E basta guardare le facce dei supermanager e dei signori del soldo internazionale per capire che non lo sanno neppure loro, dove siamo (al più sanno dove hanno rifugiato per tempo i loro risparmi e i loro superbonus, stock options ecc)

Di certo non lo sanno i politici, dove siamo. In tutto questo, la cosa più penosa è proprio guardarli ripetere in maniera compulsiva vecchie formule basate su certezze stantìe, con l'aria smarrita di chi continua a sperare che forse comunicando la cosa giusta si possa cambiare (davvero) la realtà.