Appunti di Sociologia

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Che fine hanno fatto gli incentivi per l'informatizzazione delle imprese

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un altro strumento, in sé utile e positivo, che ha subìto una vera e propria torsione criminale è quello degli incentivi per l'informatizzazione delle imprese: un'accurata indagine della Procura romana ha rivelato collusioni tra ex-funzionari del ministero delle attività produttive (ora dello sviluppo economico), alcuni responsabili della concessionaria competente a svolgere l'istruttoria (Mcc, Medio credito centrale) e i consulenti delle imprese presentatrici delle domande di concessione di credito fiscale nel quadro dei c.d aiuti de minimis. Con il risultato di liste mendaci delle imprese aventi diritto, che spesso, poi, ne facevano subentrare altre (fuori graduatoria) al loro posto; e con l'ulteriore risultato «dell'indebito arricchimento delle società beneficiarie, destinatarie di crediti fiscali, e danno del ministero dello sviluppo economico, che erogava fondi destinati a incentivare lo sviluppo delle tecnologie informatiche a soggetti in concreto privi dei requisiti previsti».

Con questo sistema truffaldino è evaporata più della metà dei soldi pubblici, a beneficio di tanti (funzionari pubblici, commercialisti) ma non delle imprese aventi diritto. «Una voce di spesa pubblica apparentemente dinamica, positiva, si è trasformata così – osserva Rossi – in una voce parassitaria, perché incentivi mirati all'innovazione tecnologica delle imprese si sono dispersi in mille rivoli e solo in parte hanno raggiunto imprese realmente meritevoli e interessate».

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The Web and the social

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Benché detesti l'espressione "the social", "il sociale" o - in francese - "le social", nel rimettere a posto le mie sottoscrizioni ai vari RSS su Google Reader, ho creato una cartella dal titolo "The Web and the social" -- e l'ho resa pubblica.

Il fatto è che l'espressione "web sociale" oggi significa tante cose diverse: allora ho deciso di assemblare in una categoria a parte i feeds di quei siti (organizzazioni, associazioni o riviste) che si occupano di come il Web possa essere di supporto ad attività ed iniziative di carattere sociale e/o politico, dal basso.

Ovviamente la cartella ha a sua volta un suo feed che può essere sottoscritto, e potrebbe arricchirsi a breve di nuovi feeds e contenuti.

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Gli scritti di Latour on line

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Bruno LatourDopo quello di Geertz, segnalo anche il sito di Bruno Latour (http://www.bruno-latour.fr/), nel quale sono pubblicati -- fra le altre cose -- molti dei suoi lavori, in lingua originale e non solo.

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Gli scritti di Clifford Geertz on line

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Segnalo il sito http://hypergeertz.jku.at/, nel quale sono pubblicate o linkate quasi tutte le pubblicazioni di Geertz.

Via Understanding Society

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L'abc del ddl università in 29 voci - Il Sole 24 ORE

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Da leggere, sul Sole 24 Ore, la sintesi del testo del ddl Gelmini: vai all'articolo.

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Peter Berger's Blog

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The treatment of religion in academia and the media leaves something to be desired, so the approach I have outlined above can make a useful contribution. The problem comes at least in part from the fact that these are two institutions which, in their elite echelons, are staffed by what is the most secularized group in American society. Unlike many of their colleagues in Europe, these people are not particularly hostile to religion. But they don’t know too much about it, and its more passionate expressions make them uncomfortable. As a result they are tempted to explain religious phenomena as being “really” about something else—ethnicity, class, politics.  Sometimes, of course, this is indeed the case.  Thus there are processes of “religionization”, in which a conflict about political power (as in Northern Ireland) or about territory (as between Israelis and Palestinians) morphs into a religiously defined conflict (though even then many people may sincerely believe in and be motivated by the religious definitions of the situation). In any case, it is important to realize that religion is a phenomenon sui generis, which must be understood in its own terms and not right away be interpreted as being “really” something else.

Peter Berger ha dagli inizi di luglio un suo blog, Religion and Other Curiosities, che si occupa, per dirla veramente in poche parole, del posto della religione nella società contemporanea.

L'approccio di Berger -- che insieme a Luckmann è autore di un testo fondamentale per la sociologia fenomenologica (La realtà come costruzione sociale) -- è di particolare interesse in quanto riconosce al fenomeno religioso una sua specificità ed una sua autonomia. Nessun riduzionismo, dunque; nessun tentativo cioè di spiegare il fenomeno religioso nei termini di qualche altro ordine di cose o fenomeni (come la politica, la cultura, l'etnia ecc.), ma l'analisi acuta delle molte possibili interconnessioni fra le diverse dimensioni e sfere del "credere".

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Apprendere attraverso il territorio

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Un progetto per conoscere e valorizzare il territorio attraverso lo studio del paesaggio, della storia e della cultura di un determinato luogo, edificio, monumento. L’insegnante in questa attività è facilitatore e guida. Le uscite nel territorio diventano il laboratorio formativo dove si usa una varietà di linguaggi per favorire l’apprendimento e l’imparare per apprendere.

Alla seguente pagina l’articolo e i materiali relativi al progetto presentato a Firenze: http://www.educationduepuntozero.it/community/vivere-territorio-3062499768.shtml

da Education 2.0

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Ceruti sulla Riforma Gelmini: farà fallire l'Università

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C'è da domandarsi perché tanto consenso sui principi ispiratori abbia prodotto un ddl che li contraddice radicalmente. I principi sono quattro: l'autonomia dei singoli Atenei, alla quale il ddl ha risposto con decine di norme centralistiche; la promozione della responsabilità dei singoli Atenei, impedita di fatto dalla risibile autonomia; la valutazione dei risultati della ricerca e della didattica dei singoli Atenei. Ma senza autonomia e responsabilità non si saprà che cosa valutare e, soprattutto, con un'Agenzia della valutazione (ANVUR) privata di risorse e competenze non si saprà chi potrà valutare. Infine, il quarto principio, il merito, sarà soltanto un proclama vuoto di contenuti per due ragioni: senza sostegno alla qualità della formazione e della ricerca, il merito non potrà emergere e, senza sostegno al diritto allo studio, non potrà emergere il merito degli studenti meno abbienti.

Va detto però che sui principi ispiratori tutto questo consenso, in realtà, non c'è mai stato. In particolare sui principi di autonomia e responsabilità, e sulle procedure di valutazione, lo scontro ideologico in questi anni è stato molto forte.
I docenti non vogliono essere valutati, non si fidano (per certi versi anche giustamente) dei criteri di valutazione, e quindi rifiutano la valutazione in blocco. Risultato: regole sempre più complicate e controlli a priori sempre più formalistici, allo scopo di "garantire" tutti. A scapito, ovviamente, dell'efficienza, dell'efficacia, della produttività e quindi anche del merito.

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Forbidden to sit! - Vietato sedersi!

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EN - In Italy, many municipalities have introduced regulations that prohibit people from sitting and consuming not only alcohol, but also food, in streets. However, people continue to hang around and to meet "in piazza", transforming non-places in social spaces, and re-appropriating (or constructing) public spaces.

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IT - In Italia, molti comuni hanno introdotto regolamenti che vietano alle persone di sedersi per strada e di consumare non solo alcol, ma anche cibo. Ma la gente continua a passeggiare e ad incontrarsi "in piazza", trasformando non-luoghi in spazi sociali, e riappropriandosi (o costruendo) spazi pubblici.

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Web 2.0 and visual research

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Slides and text of my presentation at International Visual Sociology Association 2010 International Conference, Bologna 20 July 2010.

"The Web 2.0: opportunities and challenges for improving the intersubjectivity of control in visual research"

 

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