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Da fans sui social media a cittadini

Popper sosteneva che in una democrazia il ruolo dei cittadini è quello di punire chi sbaglia, non quello di avanzare progetti. Ma si tratta di un compito complesso, perché il riconoscimento dell’errore presuppone un’analisi critica sul comportamento dell’amministrazione nel corso dei 5 anni precedenti, che non è stata compiuta dalle iniziative grassroot sui social media. L’interesse per la campagna elettorale e per i candidati è cominciata solo una settimana prima del primo turno. Il pubblico di internet ha demolito tutto quello che ha giudicato come menzogna negli eventi tra la seconda settimana di maggio e il 30 di maggio; il resto non è stato convocato in discussione.
Gli utenti dei social media hanno quindi interpretato bene l’etichetta che viene assegnata loro dalle piattaforme software: sono stati dei fan, ma non ancora dei cittadini.
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La conoscenza diretta del territorio e l’iniziativa concreta con gli altri abitanti sono l’orizzonte dei dispositivi on-line; il compito di continuare il rapporto con il pubblico, e non di coltivare l’ascolto ma di incentivare il sapere e la sperimentazione diretti dei cittadini sulla loro città, è uno degli obiettivi che speriamo venga assunto dalla nuova amministrazione. Potrebbe essere finalmente arrivato il momento in cui smettiamo di preoccuparci di comunicare, e cominciamo a porci il problema di avere qualcosa da dire, e molto da vivere insieme.

via Linkiesta.com

Bersani all'Unità: «Antipolitica? Populismo»

Per cogliere l’inizio della crisi democratica si deve tornare almeno agli anni Settanta. La nostra transizione comincia lì, non con i referendum elettorali che semmai furono un tentativo di uscire dall’involuzione

Ma dimentica che la crisi dei partiti ha investito tutta l'Europa. Dovremmo forse iniziare a vedere le cose di casa nostra più in prospettiva. Intervista da leggere, come - credo - anche il libro, «Per una buona ragione» (Laterza)