Filed under: politiche pubbliche

Google Moderator: un altro esempio di utilizzo

Questo screen-shot mostra in che modo Google Moderator organizzi una discussione pubblica: le domande poste dagli utenti appaiono ordinate per rilevanza in funzione dei voti ricevuti da altri utenti.
Si tratta di un altro esempio preso dalla Casa Bianca. In questo caso, Moderator è integrato in un canale di YouTube, e le domande possono essere inviate anche in video.

In generale, domande e voti possono essere inseriti in forma anonima, oppure mediante identificazione. Sinceramente, mi chiedo quanto facilmente lo strumento si presti a manipolazioni (voti fittizi), soprattutto se gli utenti sono pochi (si tratta comunque di un problema comune ai forum e alle piattaforme sociali).
D'altra parte, questo modo di organizzare e presentare i feedbacks degli utenti potrebbe essere utile anche a migliorare servizi e prodotti. Certamente, dipende dall'uso che se ne fa.

Per chi sia curioso di vedere com'è andata a finire: alcune delle domande al Presidente, e le risposte, nel video di YouTube.

vedi anche:

 

Google Moderator: uno strumento per il dibattito pubblico

Google Moderator è uno strumento che serve ad organizzare l'agenda setting delle organizzazioni, raccogliendo gli input degli utenti sia sulla rilevanza dei temi in discussione, sia sulle risposte fornite.

E' stato utilizzato da Obama durante la campagna elettorale, per poi essere integrato nel sito della Casa Bianca. Un post pubblicato oggi sul blog Google Public Sector ne illustra l'uso da parte del partito conservatore inglese (Draft Manifesto).

Across the pond in the UK, the Conservative Party is using Moderator to power their new site. They're asking citizens to post questions about their health care plans and vote on submissions from others. Party Leader David Cameron will then answer the top questions in a live webcast this Friday. With three days to go, over 1,300 people have cast more than 20,000 votes.

Altri esempi presentati sono quelli della CNN (CNN/YouTube Debate) e della Copenhagen Climate Change Conference.

Si tratta di uno strumento gratuito, usabile e molto semplice da integrare in un sito, che può trovare dunque spazio in una vasta gamma di organizzazioni pubbliche e private, grandi e piccole.