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Workshop con Hans Joas

Venerdì 6 maggio 2011

"La religione dei valori, il valore della religione"

Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" dell'Università di Bologna, sede di Forlì.

Oltre a Hans Joas, interverranno: Salvatore Abbruzzese, Leonardo Allodi, Sergio Belardinelli, Luigi Berzano, Alessandro Bruschi, Roberto Cipriani, Consuelo Corradi, Pierpaolo Donati, Giuseppe Giordan, Andrea M. Maccarini, Stefano Martelli, Enzo Pace, Giovanni Pieretti, Paolo Zurla.

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Peter Berger's Blog

The treatment of religion in academia and the media leaves something to be desired, so the approach I have outlined above can make a useful contribution. The problem comes at least in part from the fact that these are two institutions which, in their elite echelons, are staffed by what is the most secularized group in American society. Unlike many of their colleagues in Europe, these people are not particularly hostile to religion. But they don’t know too much about it, and its more passionate expressions make them uncomfortable. As a result they are tempted to explain religious phenomena as being “really” about something else—ethnicity, class, politics.  Sometimes, of course, this is indeed the case.  Thus there are processes of “religionization”, in which a conflict about political power (as in Northern Ireland) or about territory (as between Israelis and Palestinians) morphs into a religiously defined conflict (though even then many people may sincerely believe in and be motivated by the religious definitions of the situation). In any case, it is important to realize that religion is a phenomenon sui generis, which must be understood in its own terms and not right away be interpreted as being “really” something else.

Peter Berger ha dagli inizi di luglio un suo blog, Religion and Other Curiosities, che si occupa, per dirla veramente in poche parole, del posto della religione nella società contemporanea.

L'approccio di Berger -- che insieme a Luckmann è autore di un testo fondamentale per la sociologia fenomenologica (La realtà come costruzione sociale) -- è di particolare interesse in quanto riconosce al fenomeno religioso una sua specificità ed una sua autonomia. Nessun riduzionismo, dunque; nessun tentativo cioè di spiegare il fenomeno religioso nei termini di qualche altro ordine di cose o fenomeni (come la politica, la cultura, l'etnia ecc.), ma l'analisi acuta delle molte possibili interconnessioni fra le diverse dimensioni e sfere del "credere".

"Santa" tecnologia (da ComunicLab)

Internet e  religione – apparentemente due concetti distinti e lontani.
In realtà l’offerta tecnologica sulla religione è vastissima e comprende attività che vanno dal leggere la Bibbia, ricezione della preghiera del giorno via mail, accensione di candele virtuali e visione dei discorsi del Papa. Il portale cattolico, offre notizie e informazioni, fornendo la top ten dei siti cattolici. Tra questi www.unfrancescano.net , il quale racconta la storia di San Francesco ed è dotato di una chat attraverso cui è possibile pregare insieme agli altri utenti o partecipare alle discussioni su tematiche come l’amicizia e la famiglia.

Il post ricorda anche che il portale http://www.pope2you.net/ ha avuto nel solo periodo natalizio oltre 2 milioni di contatti.

Negli Stati Uniti non c'è più religione?

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Il numero degli statunitensi che dichiarano di non appartenere a nessuna religione sembra essere in aumento. D'altra parte, alcuni sottolineano come si tratti di una crisi che investe l'appartenenza religiosa - le chiese in quanto istituzioni - piuttosto che la religiosità personale: pur non appartenendo a nessuna religione in particolare, cioè, gli americani pregano e credono in Dio (The Immanent Frame).

Questa "privatizzazione del credere" è un fenomeno che si osserva da tempo anche in Europa. Ma forse (e sottolineo il forse) assume un significato speciale negli Stati Uniti, dove l'appartenenza a chiese e gruppi religiosi ha contribuito - come sottolineava Tocqueville - a costituire una società civile capace di mantenere l'equilibrio fra pluralismo e frammentazione sociale.

vedi anche: GB: solo il 50% dei britannici si dice cristiano (clandestinweb.it)