Appunti di Sociologia

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religion

 

"Santa" tecnologia (da ComunicLab)

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Internet e  religione – apparentemente due concetti distinti e lontani.
In realtà l’offerta tecnologica sulla religione è vastissima e comprende attività che vanno dal leggere la Bibbia, ricezione della preghiera del giorno via mail, accensione di candele virtuali e visione dei discorsi del Papa. Il portale cattolico, offre notizie e informazioni, fornendo la top ten dei siti cattolici. Tra questi www.unfrancescano.net , il quale racconta la storia di San Francesco ed è dotato di una chat attraverso cui è possibile pregare insieme agli altri utenti o partecipare alle discussioni su tematiche come l’amicizia e la famiglia.

Il post ricorda anche che il portale http://www.pope2you.net/ ha avuto nel solo periodo natalizio oltre 2 milioni di contatti.

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Negli Stati Uniti non c'è più religione?

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Il numero degli statunitensi che dichiarano di non appartenere a nessuna religione sembra essere in aumento. D'altra parte, alcuni sottolineano come si tratti di una crisi che investe l'appartenenza religiosa - le chiese in quanto istituzioni - piuttosto che la religiosità personale: pur non appartenendo a nessuna religione in particolare, cioè, gli americani pregano e credono in Dio (The Immanent Frame).

Questa "privatizzazione del credere" è un fenomeno che si osserva da tempo anche in Europa. Ma forse (e sottolineo il forse) assume un significato speciale negli Stati Uniti, dove l'appartenenza a chiese e gruppi religiosi ha contribuito - come sottolineava Tocqueville - a costituire una società civile capace di mantenere l'equilibrio fra pluralismo e frammentazione sociale.

vedi anche: GB: solo il 50% dei britannici si dice cristiano (clandestinweb.it)

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PhD on "Religious Nonconformism and cultural dynamics"

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Announcement of 5 PhD-stipends on "Religious Nonconformism and cultural dynamics"
  

Institut fuer Kulturwissenschaften
Fakultaet fuer Sozialwissenschaften und Philosophie
Universitaet Leipzig


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Berlin Roundtables "Cultural Pluralism Revisited: Religious and Linguistic Freedoms" (call)

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The Twelfth Berlin Roundtables

In the tradition of previous Berlin Roundtables held on human rights and religious identities, the Twelfth Berlin Roundtables on Transnationality will focus on “Cultural Pluralism Revisited: Religious and Linguistic Freedoms” will be held from 7 – 11 April 2010 at the Social Science Research Center Berlin.

Discussions will take place in two workshops chaired by José Casanova (Professor at the  Department of Sociology and Anthropology at Georgetown University and head of the Program on Globalization, Religion and the Secular at the Berkley Center for Religion, Peace, and World Affairs) and by Fernand de Varennes (Professor of Law at Murdoch University, Australia, and former Director of the Asia-Pacific Centre for Human Rights and the Prevention of Ethnic Conflict).

Competition Details

The competition is open to scholars (maximum 5 years after Ph.D.) as well as practicioners and journalists with relevant backgrounds. Essays may address empirical research and/or theoretical issues related to the topic.

For further details, please see the background paper, available as pdf.

Deadline for essay submission: January 15, 2010

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Conference: Religion, Spirituality, Everyday Practice

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Assisi
11 - 13 dicembre 2009
Palazzo dei Priori, Sala Conciliazione
Piazza del Comune,10

Per ulteriori informazioni www.sociologiadellareligione.it

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"Satan, the great motivator" - Religione e comportamenti economici

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Context Crawler ha presentato, un paio di giorni fa, un articolo del Boston Globe riguardante "gli effetti della religione sui comportamenti economici" (‘Satan, the great motivator’)

A pair of Harvard researchers recently examined 40 years of data from dozens of countries, trying to sort out the economic impact of religious beliefs or practices. They found that religion has a measurable effect on developing economies – and the most powerful influence relates to how strongly people believe in hell ... Their results show a strong correlation between economic growth and certain shifts in beliefs, though only in developing countries. Most strikingly, if belief in hell jumps up sharply while actual church attendance stays flat, it correlates with economic growth. Belief in heaven also has a similar effect, though less pronounced. Mere belief in God has no effect one way or the other. Meanwhile, if church attendance actually rises, it slows growth in developing economies

Si tratta di risultati del tutto in linea - in realtà - con le classiche interpretazioni di Max Weber: da una parte, infatti, l'appartenenza a comunità religiose comporta un maggiore controllo sociale (interno ed esterno) sui comportamenti, aumentando quindi i livelli di fiducia ed il capitale sociale (anche se con Putnam si osserverà che talora questo determina la chiusura nei confronti degli appartenenti ad altre denominazioni religiose o comunità).

Dall'altra, le credenze relative al post-mortem sono legate all'etica - almeno in quelle religioni che Weber, ed appunto per questo, definisce "razionalizzate". Poiché è il comportamento attuale a "determinare" in qualche modo ed in qualche misura il destino della persona o dell'anima nell'aldilà, ci sono buone probabilità che coloro che credono all'inferno si comportino meglio, e/o saranno più morigerati, e/o semplicemente avranno una più spiccata tendenza a pensare al futuro.

E' dubbio invece che l'appartenenza religiosa sia in grado di influenzare direttamente il reddito.

Religion can, quite directly, affect what you earn – fundamentalists and evangelicals in the United States tend to have lower savings rates and incomes than members of other religions, in part because they have larger families and give away more of their money [corsivo aggiunto].

La correlazione fra reddito ed appartenenza religiosa rappresenta un classico esempio del fatto cioè che "correlation is not causation". Probabilmente, altri fattori intervengono a spiegare tale relazione. Tipicamente, uno di questi (senza voler dimenticare o sottovalutare le vere e proprie discriminazioni religiose) è il livello di istruzione:

literacy seems clearly connected with economic development, and mass literacy is a Protestant invention, says Robert D. Woodberry, a sociologist at University of Texas at Austin. He has mapped how missionaries spread literacy, technology, and civic institutions, and finds that those correlate strongly with economic growth. He argues in part that this helps explain why the once-poor but largely Protestant United States surpassed rich, Catholic Mexico after 1800.

E Weber aggiungerebbe: anche il tipo di istruzione che si tende a preferire, e che pare collegato se non direttamente alla religione di appartenenza, al complessivo contesto culturale. Ad esempio in Italia, le classi superiori tendono a preferire le professioni liberali a quelle tecniche, il che vale forse a spiegare una certa resistenza culturale all'innovazione ed un (incongruo) conservatorismo un po' aristocratico. Senza contare che alcune religioni vietano o scoraggiano l'esercizioni di alcuni mestieri o professioni.

Quello che trovo sorprendente io, invece, è che la relazione fra economia e religione sembra essere particolarmente rilevante per i paesi emergenti:

Knowing exactly how and when God influences mammon could lead to smarter forms of economic development in emerging nations, and could add to our understanding of how culture shapes wealth and poverty. And it stands as part of a larger movement in economics, in which the field is looking beyond purely material explanations to a broader engagement with human culture, psychology, and even our angels and demons.

Come se invece l'attuale crisi finanziaria - e culturale - dei paesi ricchi non avesse niente a che fare con l'etica, e/o con la diffusa tendenza a pensare solo all'immediato presente ignorando - non dico l'aldilà, ma persino il medio-lungo periodo.

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Sacramental poetics

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