Filed under: ruolo della sociologia

Making a difference: Social Research in an era of austerity

British Library
Tuesday 7th December at the British Library, London

For more information about the British Library, click here (weblink)

Confirmed speakers:

Mark Easton - BBC Home Affairs correspondent
Prof Sandra Nutley - Edinburgh University
Paul Boyle - Chief Executive and Deputy Chair of the ESRC
Bill Blyth - Global Methods Director, TNS
Jenny Dibden - Joint Head of Government Social Research
Peter Alcock - Director of the 3rd Sector Research Centre
Bill Solesbury - Independent researcher

With a programme of 10 workshops organised into 5 themes, including:

Behaviour change and action learning
Using existing data
The big society & user led research
Lessons from national surveys
Measuring outcomes

Interessante appuntamento questo di Londra. (Avessi qualche fondo di ricerca, andrei, ma ho smesso di autofinanziarmi: se il governo, che è senz'altro più saggio e giudizioso, non ritiene rilevante finanziare la ricerca, non vedo perché debba farlo io).

"La ricerca sociale - recita lo statement - si trova di fronte a forti riduzioni della spesa pubblica. E' ora più che mai importante per dimostrare che la ricerca sociale può fare la differenza nella definizione di strategie efficaci, di tipo politico e pratico. Probabilmente il ruolo della ricerca sociale è ancora più importante nel guidare le pratiche in un'epoca di austerità che in una di benessere".

Noi ci crediamo ancora? O con la scusa che tanto non ci sono i fondi per le politiche pubbliche, facciamo male anche le poche cose che si potrebbero fare?

Il boom mondiale delle scienze sociali

Évolution du nombre de journaux (en milliers)

Media_httpwwwsciences_dirsf

Évolution des langues utilisées dans les publications en sciences sociales

Media_httpwwwsciences_idgwf

via scienceshumaines.eu

Interessante articolo sul ruolo crescente di alcuni paesi emergenti nel campo delle scienze sociali - a fronte di una indiscussa centralità dei paesi occidentali (primo grafico).

Personalmente sottolineerei, nel secondo grafico, il vistoso calo delle pubblicazioni in italiano. Pubblichiamo di più in inglese? Speriamo.

Lettera aperta di Giovanni Boccia Altieri ad Alessandro Baricco: discussioni pubbliche sui barbari?

La ragione per cui le scrivo è perché oggi mi sento direttamente chiamato in causa. Lei infatti scrive:

Solo quarant’anni fa questi dibattiti di idee si facevano nelle accademie, e li facevano i filosofi, gli antropologi, i sociologi. Come mai adesso loro tacciono, smarriti, e noi, scrittori-giornalisti, ci troviamo bene o male ad accompagnare la riflessione collettiva su temi così importanti su carta che l’indomani involtola l’insalata o su riviste che ci mettono in copertina tutti belli ritoccati, manco fossimo degli attori?

Le scrivo perché sono sociologo e proprio di queste cose mi occupo e ne parlo. Quotidianamente. Senza sottrarmi. E come me lo fanno molti colleghi sociologi e di altre discipline – anche se, mi si permetta, forse mantenere confini così netti ha a che fare con una modernità che sta sparendo. Io e loro non tacciamo smarriti. Fare ricerca sulla mutazione e sui barbari, scriverne, discuterne prende parte della nostra attività quotidiana. E lo facciamo, praticamente, nell’assenza di finanziamento da parte dello Stato che alla ricerca oggi riserva pochissimo ma con la certezza che sia il modo per interpretare il presente e per costruire mappe per aiutare chi si sente smarrito.

Allora mi sono chiesto: da dove viene la nostra invisibilità?

Immagino che la questione sollevata da Baricco e Scalfari sia destinata ad avvincere il grande pubblico, tenendo tutti inchiodati ai quotidiani.

Comunque: 1) Già il fatto stesso che si decida di usare l'espressione "barbari" mi pare precluda qualsiasi analisi - se non razionale, almeno ragionevole; 2) sul ruolo dei sociologi, riconoscerei quantomeno una ragione a Baricco: comunque la si metta, quattro gatti (sia pure dialoganti) sul web, non penso siano in grado di incidere sul dibattito pubblico.

Certo Baricco se li potrebbe andare a leggere ...