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Liceo delle Scienze Umane: i due indirizzi

Continuo a tenere d'occhio le vicissitudini del nuovo Liceo delle Scienze Umane, e riporto dunque il nuovo post appena pubblicato da liceoscienzeumane.blogspot.com

Entro qualche giorno usciranno i nuovi quadri orari del liceo delle scienze umane. Ci auguriamo che siano corretti prendendo in considerazione le nostre osservazioni, in modo da garantire un percorso formativo chiaro e ben definito. Appena saranno disponibili verranno pubblicati in questo sito. Invitiamo quindi a consultarci periodicamente.
Nel frattempo, per le famiglie ed i futuri iscritti, riassumiamo le informazioni principali sui due indirizzi.

Finalità generali
Il nuovo liceo delle scienze umane, raccogliendo l’esperienza del liceo socio-psico-pedagogico e del liceo delle scienze sociali, si propone di fornire agli studenti importanti strumenti per orientarsi:
- nella dimensione interiore della mente e delle emozioni
- nella dimensione esterna delle relazioni socio-economiche
Oltre a garantire una solida preparazione culturale, queste discipline mirano a promuovere la formazione e la crescita personale.

I due indirizzi
Il liceo si articola in due indirizzi:
- l’opzione base, che approfondisce la conoscenza della mente e del suo sviluppo, concentrandosi in particolare sulla Psicologia e le Scienze dell’educazione
- l’opzione economico-sociale, che approfondisce invece la conoscenza del sistema sociale, concentrandosi in particolare sulla Sociologia, sul Diritto e sull’Economia

 

Seguendo il tag school, qui, o visitando direttamente il blog, è possibile leggere le "puntate precedenti" gli altri post sul tema della scuola secondaria superiore.

Il posto delle scienze umane e sociali secondo Wieviorka

Mentre in Italia la riforma del liceo delle scienze umane - e più in generale della scuola superiore - non pare suscitare grandi reazioni da parte del mondo accademico, qualche giorno fa Michel Wieviorka (direttore dell'Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales e presidente dell'Associazione Internazionale di Sociologia) è intervenuto sulla riforma dei licei in Francia, esprimendo preoccupazione non solo per la riduzione del numero di ore di insegnamento della storia, ma anche per il progressivo declino delle scienze umane e sociali in Francia.

L'intervista a Le Monde affronta in particolare la questione dell'utilità delle scienze umane, punto sul quale si è sviluppata l'opposizione del mondo accademico e dei movimenti studenteschi nei confronti di riforme che - in Francia come in Italia - tendono a privilegiare i corsi di studio e gli insegnamenti meglio spendibili sul mercato del lavoro.

Se l'orizzonte è solo la ricerca, le prospettive sono scarse. Molti si ritrovano con un dottorato di ricerca a svolgere lavoretti con contratti di breve durata. Eppure, abbiamo bisogno di persone preparate nelle scienze sociali ovunque! Nei sindacati, ONG, associazioni, servizi sociali, nel sistema ospedaliero, nel settore militare, nell'editoria, nei media, nella pubblicità, ecc.

A questo proposito, e come accaduto già a proposito dell'affaire foulard, Wieviorka è piuttosto severo con i sociologi accademici:

Ci sono, schematicamente, tre concezioni del nostro ruolo nella vita pubblica. Alcuni si propongono come esperti. Sono al servizio di imprenditori, attori politici o sindacali, ONG ...

Altri si rifiutano di farlo e vogliono essere solo critici, ipercritici - una posizione radicale, lontana da qualsiasi atteggiamento costruttivo, e alla quale i media sono affezionati: a loro piace il sospetto, la denuncia. Queste due posizioni rappresentano la maggioranza dei punti di vista. Ma un terzo punto di vista, meno diffuso e nel quale mi riconosco, auspica che la ricerca produca conoscenze che, pur avendo una dimensione critica, possano anche essere utili.

L'incapacità di entrare in contatto con i problemi reali della società e quindi anche con le richieste del mercato è - a mio avviso - uno dei segnali del declino culturale di discipline che dovrebbero distinguersi da altre (la filosofia ad esempio) per capacità di analizzare ed interpretare empiricamente la realtà.

Questa incapacità, oltre ad esporle ai tagli più penalizzanti da parte dei governi (non solo dei nostri, come si vede), le mantiene distanti dai nodi focali dei mutamenti sociali e culturali in atto, marginalizzandole di fatto nel dibattito pubblico.

Riflettere sul ruolo delle scienze umane e sociali mi pare insomma la cosa più utile che si possa fare, tanto per comprendere (criticamente) le tendenze in atto, quanto per individuare per esse un posto attivo nella società.

Vedi anche i posts: La sociologia scompare anche dai licei delle scienze umane - Morale, razionalità e scienze sociali - Aggiornamenti sul Liceo delle Scienze Umane

Aggiornamenti sul Liceo delle Scienze Umane

Il giorno martedì 24 Novembre, in rappresentanza del gruppo “Docenti A036”, i coordinatori nazionali Damiano Cavallin e Luciano De Giorgio sono stati auditi dalla Settima Commissione di Camera e Senato che sta esaminando gli schemi di regolamento dei nuovi licei, istituti tecnici e professionali. Riportiamo il contenuto del loro intervento.
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Onorevole Presidente
Onorevoli Deputati

Vi ringraziamo per questa importante opportunità che ci consente di porre alla Vostra attenzione alcuni nodi problematici relativi alla struttura del nuovo liceo delle scienze umane.
Il bisogno di coniugare la tradizione dei nostri licei con le nuove esigenze della modernità non può che passare attraverso una piena valorizzazione delle scienze umane.[...]
Per questo ci stupisce che nel nuovo liceo delle scienze umane le discipline caratterizzanti subiscano una così forte riduzione e che l’insegnamento della filosofia, da sempre assegnato negli ex magistrali ai docenti delle discipline di indirizzo, venga ora loro sottratto.

Il nuovo liceo delle scienze umane
La riforma oggi in discussione rappresenta per il nostro paese un’occasione fondamentale: si pone finalmente ordine all’interno delle numerose sperimentazioni esistenti e si riconduce il carico orario ed il numero delle discipline ad una dimensione adeguata e sostenibile. I quadri orari dei nuovi licei appaiono in linea con queste finalità, tutelando i percorsi didattici più diffusi e consolidati. Fa eccezione, tuttavia, il liceo delle scienze umane, che riduce radicalmente (fino al 60%) il peso delle discipline caratterizzanti [...].
Il nuovo liceo delle scienze umane si articolerà in due opzioni:
- l’opzione base, che dovrebbe recepire l’eredità del liceo socio-psico-pedagogico, la sperimentazione ex-magistrale oggi più diffusa, concentrandosi sulla persona, sulla mente, sul suo sviluppo e sulla sua formazione
- e l’opzione economico-sociale, che subentrerà invece alle numerose sperimentazioni del liceo delle scienze sociali, nel quale è stato abbandonato l’insegnamento del latino per concentrarsi maggiormente sullo studio del gruppo, della comunità e della società contemporanea

Liceo delle scienze umane - opzione base
L’obiettivo prioritario del primo indirizzo, secondo l’allegato A del nuovo regolamento, è: “conoscere i principali campi di indagine delle scienze umane e collegare, interdisciplinarmente, le competenze specifiche della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica
Le discipline che dovrebbero caratterizzarlo sono dunque:
- la psicologia, che permette di conoscere la mente umana dal punto di vista cognitivo, sociale, evolutivo e clinico
- la sociologia, che sviluppa una conoscenza della complessa realtà che ci circonda;
- la pedagogia, che propone la storia dei diversi modelli educativi, affrontando alcuni temi rilevanti per l’educazione attuale.

Il quadro orario proposto, però, non appare coerente con l’intento dichiarato.

Leggi l'intero intervento

La sociologia scompare anche dai licei delle scienze umane

La riforma Gelmini prevede la cancellazione delle sperimentazioni negli istituti ex-magistrali avviate negli anni precedenti, e l’istituzione di un liceo delle scienze umane (e non sociali), all’interno del quale sarà eventualmente possibile attivare una sorta di indirizzo economico-sociale, nel quale, però – come riferiscono in dettaglio gli autori del blog liceoscienzeumane.blogspot.com -

1) sono state completamente eliminate le ore di introduzione alle discipline di indirizzo prima presenti nel biennio, 2) le scienze umane sono ridotte a sole 12 ore nell’intero quinquennio e 3) viene a mancare qualsiasi trattazione sistematica della psicologia o della sociologia.

[...]

Priva di qualsiasi giustificazione razionale è anche la riduzione delle scienze umane alla mera storia della pedagogia, in quanto essa rappresenta solo un aspetto marginale di tali discipline e forse quello meno utile dal punto di vista della formazione personale e lavorativa dello studente. Tenendo poi presente che gran parte dei ragazzi si iscriveva al socio-psico-pedagogico e al vecchio liceo delle scienze umane animata da un forte interesse per la psicologia o la sociologia, ci chiediamo quanti iscritti possa riuscire ad attrarre un liceo incentrato esclusivamente sulla storia della pedagogia

Di fatto, si tratta di un segnale ulteriore delle difficoltà che incontrano le scienze sociali – in quanto scienze ed in quanto sociali (e non costole della cultura umanistica) – a trovare uno spazio nella cultura italiana di questi anni.

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