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Da fans sui social media a cittadini

Popper sosteneva che in una democrazia il ruolo dei cittadini è quello di punire chi sbaglia, non quello di avanzare progetti. Ma si tratta di un compito complesso, perché il riconoscimento dell’errore presuppone un’analisi critica sul comportamento dell’amministrazione nel corso dei 5 anni precedenti, che non è stata compiuta dalle iniziative grassroot sui social media. L’interesse per la campagna elettorale e per i candidati è cominciata solo una settimana prima del primo turno. Il pubblico di internet ha demolito tutto quello che ha giudicato come menzogna negli eventi tra la seconda settimana di maggio e il 30 di maggio; il resto non è stato convocato in discussione.
Gli utenti dei social media hanno quindi interpretato bene l’etichetta che viene assegnata loro dalle piattaforme software: sono stati dei fan, ma non ancora dei cittadini.
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La conoscenza diretta del territorio e l’iniziativa concreta con gli altri abitanti sono l’orizzonte dei dispositivi on-line; il compito di continuare il rapporto con il pubblico, e non di coltivare l’ascolto ma di incentivare il sapere e la sperimentazione diretti dei cittadini sulla loro città, è uno degli obiettivi che speriamo venga assunto dalla nuova amministrazione. Potrebbe essere finalmente arrivato il momento in cui smettiamo di preoccuparci di comunicare, e cominciamo a porci il problema di avere qualcosa da dire, e molto da vivere insieme.

via Linkiesta.com

Huis clos sur le Net - Italian edition

"Si dice sempre che i media tradizionali siano minacciati da queste fonti alternative. Ma quale lettura del mondo si ha attraverso Facebook e Twitter?", si è chiesto il direttore di France Info, Philippe Chaffanjon.  Si è fatto la domanda e si è dato una risposta. Almeno ci ha provato, attraverso un esperimento estremo di informazione online: cinque reporter rinchiusi per una settimana in una casa di campagna della Francia del Sud, con accesso solo a Twitter e Facebook.

L'esperimento, "Huis clos sur le Net" è andato in onda dall'1 al 5 febbraio: i risultati andavano seguiti in diretta sulle emittenti interessate: ogni sera c'era il notiziario dei reclusi con unica fonte i due social networks. Un sommario bilancio dell'esperimento ce lo hanno offerto Le radios francophones publiquesFrance info, LsdiPino Bruno in Italia

[Il grande fratello del giornalismo].

L'idea è apparsa interessante alla redazione di comuniclab.it, e cinque studenti di Scienze della Comunicazione di Roma hanno iniziato un esperimento simile.

Facebook sembra agli sperimentatori più promettente di Twitter (sic!): e alla fine, si scopre che su Facebook non ci sono notizie, ma inutili scemenze.

E io che invece mi pensavo ...

Il diario:

Aggiornamento del 24 febbraio:

Una delle sperimentatrici conferma di aver trovato più informativo Facebook di Twitter (http://bit.ly/bla917): forse l'esperimento non prevedeva la possibilità di iscriversi agli accounts dei principali quotidiani nazionali e dei canali televisivi, e quella di seguire i links?

Prima il grammofono ... e adesso pure i social networks!

Questa me l'ero tenuta per dopo le feste. Sulla scia delle polemiche - giornalistiche e televisive soprattutto - sugli effetti dei social network nel ridefinire relazioni sociali ed amicizia, Giovanni Boccia Altieri ha pubblicato un post di fine d'anno non solo interessante, ma davvero divertente. Traggo questa citazione:

Non posso fare a meno di pensare alla mamma di Robertino in "Ricomincio da Tre", quando attribuiva le cause di tutti i mali del mondo all'invenzione del grammofono e della minigonna:

Ma voglio anche ri-citare la battuta di Altan ricordata da Zambardino

Figlio in poltrona alla tv, padre in piedi:

Padre: sempre lì a rincoglionirti con la televisione, veh?

Figlio: tutta invidia, perché te ti sei dovuto rincoglionire con la radio.

Giancarlo Carniani: il Revenue Management dopo la crisi

Scrive Giancarlo Carniani a proposito dell'incertezza introdotta nel mercato del turismo dalla crisi da una parte, e dalla diffusione dei social media dall'altra:

Revenue non significa niente di per sé. Sono tecniche, diversissime, per arrivare a stabilire tariffe e strategie secondo gli scenari previsti.

E qui sta il problema…Gli scenari cambiano troppo rapidamente e si sono aggiunti argomenti e variabili che è impossibile ignorare: il social media marketing e la reputation online.

L’impatto della ‘conversazione’ online sta rivoluzionando anche le strategie di revenue. Sul web ormai si trova il ‘reference price’ per qualsiasi cosa, dai voli agli alberghi, ed è indubbio il suo peso nella scelta di una destinazione.

Se poi non si tiene sotto continuo controllo la ‘reputation’ è assolutamente inutile fare una previsione accurata: non funzionerà.
Siamo quindi ad una svolta e niente sarà come prima.

Volete continuare a fare Revenue?

Non vi basta più un buon software ed un buon channel manager, vi serviranno anche strumenti dedicati di benchmarking ed analisi della concorrenza e dovrete presto dotarvi di analizzatori di Social Media e brand reputation.